LA PREVENZIONE IN ANDROLOGIA
Informazioni e consigli per i pazienti
a cura del
Dr. A.GIAMBERSIO
Specialista in Andrologia
Viale del Basento 114/D
85100 POTENZA
Tel. 0971/46677 - 333/3372188
La necessità di informare sulla prevenzione in andrologia nasce dalla constatazione
di come, molto spesso, l’andrologo si trovi a diagnosticare malattie anche di
rilevante importanza con notevole ritardo.
Ciò accade perché l’andrologo ancora non rappresenta la figura di riferimento per
affrontare e discutere di tutte le problematiche inerenti la salute maschile.
Negli anni ’80, la Scuola di Andrologia dell’Università di Pisa diretta dal Prof.
Fabrizio Menchini Fabris,
pubblicò i dati relativi alla prevalenza di patologie
genitali in uno studio che coinvolse circa 11.000 ragazzi
dai 16 ai 18 anni. Questo
studio dimostrò da un lato come fosse molto frequente il riscontro di malattie
a
carico dei genitali, dall’altro, come solo pochi ragazzi fossero consapevoli di
essere portatori di tali
patologie e quasi nessuno immaginasse che esse potessero
causare danni riproduttivi o sessuali.
Nel passato, in Italia, esisteva un filtro che, pur con le sue comprensibili
limitazioni, riusciva a “mettere allo scoperto” tutta una serie di problemi e
patologie andrologiche
altrimenti non diagnosticate: la visita di leva .
Attualmente anche questo filtro non
esiste più in quanto tale visita è stata abolita.
E’ appena il caso di riportare che il 25,3 % dei maschi al momento della visita di leva
presentava
patologie flogistiche a carico dell’apparato genitale , il 48,3 % era portatore
di patologie a rischio
per sub-fertilità e l’11, 2 % era portatore di patologie a rischio
per neoplasie.
Rare e discontinue, territorialmente, sono le campagne tese a promuovere indagini
di
prevenzione in campo andrologico per una incomprensibile mancanza di sensibilità
nei
confronti di questi temi.
A tale proposito va segnalata l’iniziativa della Società Italiana di Andrologia (S.I.A.)
che dal 2001 organizza annualmente una Settimana di Prevenzione Andrologica (SPA).
In
questa settimana è possibile eseguire gratuitamente una visita andrologica
nelle
strutture pubbliche e private che aderiscono all’iniziativa.
Nel corso di tali campagne
sono stati esaminati oramai oltre 20.000 maschi.
Un dato vale per tutti: ben il 21,5%
dei maschi visitati non aveva mai sentito la
parola “andrologo” né ne conosceva il
significato.
LA PREVENZIONE IN ADROLOGIA
Gli interventi di prevenzione in Andrologia devono avere come obiettivi principali
quelli di:
1) fornire tutte le informazioni necessarie alla prevenzione delle malattie più
frequenti
e di quelle più gravi di pertinenza andrologica
2) identificare quanto più precocemente possibile le più importanti
e frequenti
patologie del maschio.
QUANDO CONSULTARE L’ANDROLOGO
Nel corso della vita maschile possono senz’altro essere individuati dei passaggi
“critici” che potrebbero richiedere una valutazione andrologica.
I momenti
“più delicati” sono l’infanzia, il periodo puberale, l’età adulta e l’età avanzata.
In ognuno di questi momenti devono essere ricercate le patologie più frequenti
in
quella fascia d’età: nell’infanzia si valuterà la normalità dell’apparato genitale
(assenza di criptorchidismo, di fimosi od altre alterazioni dei genitali esterni);
in epoca puberale si dovrà verificare che non ci siano alterazioni nello sviluppo
sessuale ed identificare quanto più precocemente possibile un eventuale varicocele od
altre situazioni che potrebbero compromettere la fertilità futura del soggetto;
in età adulta l’attenzione sarà posta principalmente sulle malattie infiammatorie e/o
trasmissibili che presentano un’acme proprio in questa epoca della vita maschile;
in età più avanzata, infine, l’attenzione sarà volta principalmente alla valutazione
e prevenzione delle malattie della prostata.
DOVE FARE LA VISITA ANDROLOGICA
La valutazione andrologica va, logicamente, eseguita da un medico specialista che
abbia particolare competenza ed esperienza in questo campo. Se si consulta il sito della
Società Italiana di Andrologia (www.andrologiaitaliana.it) si troverà un elenco, suddiviso
per Regioni, delle strutture sanitarie pubbliche e private dove operano specialisti
andrologi particolarmente qualificati.
IN COSA CONSISTE UNA VISITA ANDROLOGICA
Una valutazione andrologica non differisce sostanzialmente da una normale visita
medica. Essa comprende la raccolta di una anamnesi (cioè la raccolta di informazioni sullo
stato di salute del paziente e sulle malattie pregresse), una visita clinica ed eventuali
accertamenti diagnostici strumentali (esempio ecografie, esami di laboratorio od altro).
Le malattie che vanno particolarmente ricercate possono essere schematicamente
suddivise in
tre gruppi:
- Patologie che possono incidere sulla fertilità
- Patologie infiammatorie e/o trasmissibili
- Patologie a rischio per neoplasie
PATOLOGIE CHE POSSONO INCIDERE SULLA FERTILITA’
La causa più frequente di sub-fertilità maschile è il varicocele.
Una diagnosi precoce di
tale patologia può essere estremamente utile nello scongiurare
un danno più grave.
La ricerca di tale alterazione deve essere fatta specialmente in presenza
di familiarità
per varicocele (padri, fratelli portatori di tale patologia).

Fig.1
Ecocolor doppler in un caso di varicocele
Molte infiammazioni dell’apparato genitale possono, inoltre, in varia misura compromettere
la fertilità maschile, ad esempio una prostatite, un’orchite, una epididimite.
PATOLOGIE INFIAMMATORIE E TRASMISSIBILI
Le malattie sessualmente trasmesse (MST) sono ovunque in forte aumento sia nei paesi
industrializzati che in quelli in via di sviluppo. Conoscere le modalità di trasmissione
di queste malattie ed i mezzi per evitarne il contagio sono il presupposto per ogni efficace
programma di prevenzione.
Esistono malattie infiammatorie molto frequenti e facilmente
trattabili (ad esempio le
infezioni da candida), malattie più impegnative ma ugualmente
guaribili (quali infezioni
da HPV, uretriti, prostatiti, infezioni da Molluschi Contagiosi)
fino a patologie più gravi (esempio infezioni da HIV).
In tutti questi casi la prevenzione comincia con una corretta informazione
per evitare un
possibile contagio; la diagnosi quanto più precoce possibile
è poi fondamentale per
prevenire complicanze più difficili da trattare.

Fig.2
Infezione da HPV. Lesioni all'interno dell'uretra

Fig.3
Infezione da Molluschi Contagiosi
PATOLOGIE A RISCHIO PER NEOPLASIE
Le neoplasie testicolari sono affezioni rare. Tuttavia esse rappresentano le neoplasie
maligne più frequenti in giovani adulti nella fascia di età dai 15 ai 40 anni. Si tratta
di una malattia facilmente curabile quando si riesce ad eseguire una diagnosi precoce.
Per questa ragione numerosissime Società Mediche Internazionali consigliano vivamente,
nei maschi di età compresa fra i 15 ed i 40 anni, di eseguire mensilmente una
autopalpazione
testicolare. Si tratta di una manovra molto semplice che può essere considerata l’equivalente
dell’autopalpazione delle mammelle nelle donne che, come è noto, consente di identificare
precocemente noduli mammari sospetti. Tale raccomandazione è particolarmente importante
in alcuni pazienti più a rischio per queste patologie quali quelli con microlitiasi
testicolare o criptorchidismo.

Fig.4
Ecografia testicolare: Microlitiasi testicolare

Fig.5
Ecografia testicolare: Neoplasia a cellule del Leydig in testicolo criptorchide
Un’altra neoplasia che, purtroppo, necessita di prevenzione e diagnosi quanto
più precoce
possibile è il carcinoma della prostata. Tale affezione rappresenta
la più frequente causa
di neoplasia nel maschio dopo le neoplasie polmonari.
In Italia ogni anno si
registrano circa 11.000 nuovi casi. Molto raramente
si manifesta prima dei 40 anni e,
specie nelle fasi più precoci, risulta essere
completamente asintomatica. Da più parti
viene consigliato, a scopo preventivo,
di eseguire visite di controllo annuali
a partire dall’età di 40 anni.
Tali programmi di prevenzione generalmente prevedono
l’esecuzione di un dosaggio
ematico del PSA (Antigene Prostatico Specifico), di una visita
clinica con
esplorazione rettale ed eventualmente di una ecografia prostatica transrettale.
Questi semplici esami sono spesso in grado, infatti, di identificare neoplasie
anche in stadi molto precoci. La familiarità, la razza, lo stile di vita e
l’alimentazione giocano un ruolo importante nell’insorgenza della malattia.
Fig.6
Ecografia transrettale della prostata.
In sede periferica è apprezzabile un nodulo solido
ipoecogeno (*) da riferire
ad adenocarcinoma della prostata.
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Ultimo aggiornamento: 22.02.11
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